“Dexter deve morire”

E’ stato segnalato sul forum di ITASA, un articolo di Andrea Scanzi “La Stampa”.

Se la prima serie aveva colpito per intelligenza e “felice sgradevolezza”, la seconda frana miseramente. Personaggi secondari pietosi, “messaggi” discutibili, trama improponibile. E l’ultima puntata della Season 2 è quanto di peggio si sia mai visto negli ultimi anni. Disastro.

C’è un motivo se Dexter ha smesso di funzionare dopo la dodicesima puntata: la prima serie era ispirata a La mano sinistra di Dio, il libro di Jeff Lindsay; la seconda stagione e le successive, no.
Dexter ha avuto sin dall’inizio un grande successo. Ha fatto anche parlare molto. Naturale, narrando di un giustiziere solitario che si fa giustizia da sé, scovando e uccidendo (con una sega elettrica) i “cattivi”. Una sorta di “serial killer buono”.
Il problema è che, quando cavalchi l’onda del politically correct, e stai bene attento a rimanere borderline, corri sempre il rischio di scivolare. Nel caricaturale, nel non credibile. Nel quasi inaccettabile.
Nel “messaggio” equivoco.
I commenti sulla moralità o meno di una serie sono quasi sempre bacchettoni. Tradiscono, il più delle volte, una volontà censoria. La figura di Dexter Morgan, affascinante e respingente al tempo stesso, è senz’altro riuscita. Un uomo pieno di segreti, privo di sentimenti, mai se stesso se non quando uccide i criminali che la giustizia non ha saputo fermare. Purtroppo, anche nella prima serie, di realmente riuscito c’era solo lui (e forse il detective Angel Batista).
Raramente si è vista una serie dove, protagonista a parte, ogni personaggio sembra fare a gara con l’altro per il titolo di Tonto dell’anno. Una sorta di lombrosario, di galleria di minus habens, capeggiata dalla sorella Debra Morgan. Non ha un pregio neanche a cercarlo, è volgare, antipatica, pesante e soprattutto riesce in ogni serie a non capire nulla di ciò che la circonda: si innamora di uno psicopatico omicida (il Killer del Camion Frigo), ha per fratello un serial killer, si infatua di un maturo agente speciale dell’Fbi che ovviamente la lascerà. Crede pure lei che il “macellaio di Bay Harbour” sia il sergente Doakes (l’unico sano della serie) quando invece è il fratello. Lei non si accorge mai di niente, mai: la quintessenza della dabbenaggine, ammantata da una fastidiosissima boria turpiloquiale. Una sorta di Heidi sboccata:  male, malissimo.
E non è che gli altri siano migliori: c’è l’erotomane caricaturale (Masuka), il super agente speciale Frank Lundy che non si accorge della vera identità di Dexter pur avendolo davanti per mesi (e sì che lo avevano presentato come “il genio dell’Fbi”), c’è la fidanzatina scemotta biondina (Rita Bennett) che crede alla “santità” di Dexter al punto da fargli ammazzare l’ex marito (un tossico violento, altra caricatura). E per non farsi mancare nulla, la seconda serie è ulteriormente funestata  dalla “vampira” Lila, sciroccata e piromane, prima corrisposta e poi uccisa da Dexter.
Inutile andare oltre nell’aneddotica: la serie, tolto Dexter, è pietosa. Andrebbe anzi istituito il Premio Debra Morgan, da assegnare ogni settimana al più grullo del reame. A pensarci, Debra avrebbe un futuro come portavoce del Pd, e anche Rita sarebbe perfetta come Rosa Luxembourg di Botteghe Oscure: quanto ad acume intellettuale, siamo lì.

Però la prima serie reggeva. Dexter era contrapposto al Killer del Camion Frigo, che si scopriva poi essere suo fratello, perso di vista dal giorno in cui entrambi erano stati trovati in un container pieno di sangue, dopo avere assistito all’efferato omicidio della madre (tossica pure lei, nonché informatrice della polizia: e vai coi clichè).
Via via si scoprivano i dettagli dell’ematologo Dexter Morgan, del suo passato, del suo presente. Si veniva a conoscenza del Codice di Harry, insegnatogli dal padre adottivo, un poliziotto che per primo aveva trovato i bambini dopo la morte della madre (nonché sua informatrice-amante).
Resosi conto che Dexter era un bambino disturbato, Harry aveva deciso di convogliare la sua rabbia omicida nell’unico modo (per lui) possibile: insegnargli ad uccidere “solo” i cattivi. Gli era parsa una buona idea, salvo poi rendersi conto di avere cresciuto un mostro, suicidandosi per i troppi sensi di colpa: e tutto questo, ovviamente, senza che la sorellastra Debra si accorga di una mazza.
La prima serie doveva essere anche l’unica. Infatti il libro di Lindsay terminava con Debra che (almeno lì) scopriva la vera identità del fratello, Dexter che faceva scappare  il Killer del Camion Frigo e il tenente La Guerta che moriva.
La serie no. Debra non si accorge di nulla (figurarsi), Dexter la salva da Brain e poi lo uccide: la polizia, rinvenuto il corpo, crederà a un suicidio. Questo finale aperto aveva un’unica motivazione: allungare il brodo.
Quante serie sono rimaste ad alti livelli con il passare degli anni? Poche. CSI Las Vegas, Senza traccia. Persino la storica Twin Peaks ha dovuto fermarsi a 30 episodi (e dietro c’era David Lynch, non James Manos Jr).  Criminal Minds è morta con l’abbandono di Thomas Gideon, il Dottor House si è fermato a metà terza serie, Dirt è naufragata già a fine prima stagione.
Dexter ha retto qualche puntata, più o meno fino alla quarta-quinta puntata della seconda serie: poi è divenuta parodia di se stessa. Non è solo consunzione di ispirazione: è più che altro crollo “etico”. Dexter chiude la seconda serie senza più codice, senza più morale, senza più pietas, con un unico obiettivo: farla franca.
E’, ora, solo un criminale a piede libero, banalissimo ed efferato, che si fa beffe della giustizia e uccide senza più “motivo”. Eppure rimane, agli occhi del suo pubblico, un eroe. Un idolo. Al punto da dedicargli copertine, videogame, saggi. Una sorta di Esempio.

La figura emblematica, per capire questa bieca trasformazione da personaggio contrastato a empio criminale, è quella del Sergente Doakes, perfetto per non piacere: è scontroso, un po’ violento, ha lavorato nelle Forze Speciali di Haiti, l’unica sua amica è il Tenente La Guerta (che passa tutta la serie ad andare a letto con la persona giusta per fare carriera). Doakes era stato creato per rimanere sottilmente sgradevole, e infatti a fine seconda serie non solo verrà fatto saltare in aria (dalla vampira diafana Lila, altro florilegio di simpatia contagiosa). Non solo passerà tutte le ultime puntate chiuso in gabbia come un cane (da Dexter). No: verrà pure ricordato come il vero macellaio di Bay Harbour (che è in realtà Dexter). E al suo funerale non andrà nessuno.
Solo che c’è un piccolo particolare: il sergente Doakes era l’unico ad aver capito la vera identità di Dexter. Fin dall’inizio, messo in allarme dalla passione smodata di Morgan per il sangue. Per questo Dexter prima lo incarcererà e poi farà cadere su di lui tutti i capi d’accusa (e ovviamente la polizia, qui nient’altro che Congrega di Bischeri, ci crederà).
Da una parte un povero cristo che ha capito tutto ma che viene ucciso e identificato come Male, dall’altra Dexter che fa lo splendido, si salva e ritrova pure l’amore della solita fidanzatina bionda (che ovviamente piace a Debra, probabilmente perché sono entrambe tontissime).
Si potrebbe dire che anche questo sia un messaggio politicamente scorretto: il Bene non trionfa sul Male, ma viceversa. E il Male piace: da qui il successo di Dexter. Può essere. Eppure questa seconda serie di Dexter, chiusa con un’ultima puntata raffazzonata, frettolosa e sgradevolissima, in una parola orribile, sembra solo una maniera furbetta per alimentare le pulsioni più abiette degli spettatori. Pare cioè il tentativo di deificare una figura divenuta definitivamente respingente.
Per narrare la storia dei cattivi, senza inciampare nella più colpevole delle agiografie, devi essere bravo. Devi essere i fratelli Coen, devi essere Scorsese. Devi fare come la serie Romanzo Criminale. Con Dexter siamo agli antipodi: questa non è iconoclastia, è cattivismo ipocrita. E se la seconda serie si è chiusa così male, figurarsi la quinta (ora in produzione)
Aridatece il sergente Doakes. E fate a Dexter quel che non volevate fosse fatto a Misery.

“Dexter deve morire”ultima modifica: 2009-03-09T21:09:38+00:00da dolcecanto83
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22 pensieri su ““Dexter deve morire”

  1. cmq secondo me era meglio se facevano la seconda serie come racconta il libro il mio caro dexter con tutta l’allegra brigata a cercare un’uomo ke stava nelle special force insieme a doakes che cercava i suoi vecchi commilitoni per renderli “cuscini urlanti”(come dice dex nel libro,cioe con tutti gli arti,il naso,le palpebre,la lingua,la bocca e i genitali amputati)lasciandoli ancora in vita a guaire come cani morenti……spettacolare…molto meglio se facevano cosi la trama……

  2. Che questo Scanzi non ci capisca una ciofola della serie di Dexter è palese.
    Direi che può benissimo tornarsene a guardare i suoi C.S.I. e magari anche Heidi piuttosto che stare qui a scrivere castronate.
    Ridicolo

  3. secondo me chi ha scritto qst articolo andrebbe messo al rogo, primo perchè nn è nemmeno paragonabile a C.S.I, che fa schifo, in secondo luogo se avesse guardato terza stagione, capirebbe che dexter nn ha mai abbandonato il codice di Harry, anzi lo ha personalizzato a sua immagine e somiglianza… detto questo godetevi la terza serie!!!!

  4. trovo dexter ancora geniale. la prima stagione è stata perfetta. la seconda, anche se non altrettanto robusta, è tutt’oggi di gran lunga superiore alla spazzatura che ci viene continuamente propinata. mi fa rabbrividire il “paragone con CSI Vegas che è morto con la fine dell’otosclerosi di Grissom (3.23 inside the box). poverino.

  5. No, sul serio. Posso essere d’accordo (posso, niente di più) quando dice che da metà seconda serie in poi non è più bello, ma paragoni con CSI non si possono fare, visto che è tutto un’altro tipo di serie. Non c’è una vera trama dietro a CSI. Può piacere, ma è molto più semplice fare una serie a puntate singole (dove sembra sempre che debba succedere qualcosa e poi non succede nulla ai personaggi, nel senso che non c’è una vera e propria evoluzione della serie) che fare una serie in cui ogni puntata è a se stante, ma con un robusto filo conduttore. E se la parte dalla prigionia di Doacks in poi è poco credibile, con troppe coincidenze assurde create per movimentare la serie, non sono d’accordo sull’affermazione che i “messaggi” siano stereotipati. A mio parere sono messaggi confusi, vista l’eccessiva elasticità del personaggio nei dodici episodi.

  6. devo ringraziare chi ha scritto l’articolo per avermi rivelato il finale del libro, grazie davvero, tanto vale che lo butto nel cesso ora. oltre ad aver scritto una marea di cazzate (scusate il termine ma secondo me era quello più appropriato), non è capace nemmeno di fare una recensione come si deve. non è necessario rivelare il finale per far sembrare un articolo credibile. non solo non è riuscito in questo scopo, ma ha rovinato il finale non solo a me, ma a chissà quante altre persone che magari non hanno finito di vedere nemmeno la prima serie. tra l’altro di Dexter e del “messaggio” mi pare che ci ha capito ben poco. Nel telefilm viene specificato più volte che lui non “giustizia”, ma uccide per appagare i suoi bisogni.

  7. sto tizio è un vero idiota!!
    primo.. nel libro debra.. sembra aver capito tutto mentre invece nel secondo libro, ha capito solo che Dexter è strano non sa che è in realtà un serial killer!
    ho letto il libro molto tempo fa..posso anche confondermi…ma questo lo ricordo!! Deb nel secondo libro non sa una mazza!!!! ma poteva almeno leggersi il secondo no?
    ehm esistono altri due libriiiiiiii!!!!!!!

  8. Lasciamo spazio al dubbio prima di criticare, ma dopo un ragionevole istante possiamo tranquillamente dimenticare questo articolo superficiale, del tutto privo di ironia e vigorosamente noioso. Nessuna spiegazione logica, nessuna confutazione riuscita, non un paragone sensato. Che ad Andrea Scanzi non sia piaciuta la serie è chiaro, ma se sapesse scrivere di meglio avrebbe potuto cominciare con una recensione.

  9. Oltretutto non ho capito secondo quale logica Doakes, siccome aveva capito tutto, doveva salvarsi: perché?
    Poi non aveva capito, in realtà: quando scopre che Dexter è il killer della baia è sorpreso.
    Il paragone con Twin Peaks, poi, dimostra che non sa nulla della serie di Lynch e Frost, che è finita non per esaurimento naturale ma per svariati altri motivi.
    E che vuol dire che Lynch è Lynch e Manos jr. inferiore?
    Il valore di un autore si vede da ciò che fa, e Dexter ha pochissime, azzarderei nessuan, incongruenze narrative mentre Twin Peaks è un capolavoro, è superiore, ma di cose che non tornano è pieno

  10. In realtà di incongruenze narrative ce ne sono. Quando scoprono che il killer di bay harbor ha sicuramente un collegamento con la baia in cui dexter tiene la barca (per via delle alghe ritrovate) e poi quando scoprono che il killer è necessariamente uno del loro distretto di polizia, potrebbero fare 2+2 e invece ancora a chiedersi “ma chi sarà il killer??” la storia non regge molto, ma sono una patita di telefilm quindi lo vedrò fino alla fine.

  11. Penso che questo Andra Scanzi sia decisamente un Cattolico integralista bacchettone(intendiamoci io adoro Dexter ma cio non significa che non si possa criticare la serie) solo che questo Scanzi adduce scuse puerili non si accorge che la seconda serie è piena di colpi di scena da cardiopalmo che chiunque fa lo sceneggiatore dovrebbe prendere appunti dimentica la perfetta recitazione la fotografia spettacolare il tormento psicologico di dexter dimentica che le tontaggini di rita o debra derivano evidentemente dall’amore incondizionato che queste provano per il nostro Serial killer.
    P.S. Nello scrivere la recensione scanzi fa 2 errori grossolani 1)L’agente Lundy non lascia Debra è Debra che non presentandosi all’aeroporto fa naufragare la storia (tanto è vero che nella 4 serie lUndy tornerà da lei più innamorato di prima 2) rita non lascia uccidere Paul a dexter sa solamente che lo ha incastrato iniettandoli eroina. La butto lì ,che il nostro amico scanzi abbia recensito la serie senza neanche vederla

  12. Ognuno ha le sue opinioni e vanno rispettate, ma andare a cercare tutte le pecche dei protagonisti mi sembra infantilmente stupido… Innanzitutto Dexter non è un giallo, è un thriller semi-splatter, quindi i paragoni fatti sono totalmente inappropriati… poi aggiungerei anche dicendo che l’unica pecca della seconda stagione non è stata scritta (ma sostituita da una marea di corbellerie)
    Infatti la pecca è stata quella i non mantenere l’assetto di Dexter, cioè che la situazione famigliare (che in un thriller semi-splatter non solo annoia, ma anche…………….) sovrasta quella del serial killer protagonista della serie, inoltre non c’è un serial killer nemico che terrorizza Miami, praticamente le 12 puntate si basano su due frasi:
    “Lo prenderanno?” Stanno alla seconda serie, è il protagonista!!! Non lo prenderanno…
    “Ritornerà con Rita?” Lo farà, perchè il nemico della serie (oddio, mi tocca definirlo nemico) è Lila

    Dexter sarebbe dovuto finire come con il libro? Pensa a Shining, fatto fiducioso al libro di S.King (completamente diverso per chi non lo sapesse), non avremmo un capolavoro! E Dexter è una serie capolavoro, che secondo me dovrebbe orienarsi sul genere giallo solo per il Serial Killer pringipale della serie, pòoi sarebbe da 10 E LODE

    Quindi dovrebbe essere realistico per essere bello? Dottor House è realistico? Twin Peaks è realistico?
    Scusa se te lo dico, ma vai a fare giardinaggio, non sei fatto per la critica, sei primo di humor o sarcasmo e sei a corto di metafore e pilastri che incantano il lettore, in pratica sei noioso

  13. questa critica e’ a dir poco allucinante…Trovo Dexter uno telefilm migliori degli ultimi 10 anni ,sopratutto a chi piace guardare o leggere trhiller..Il personaggio e’ un mito,si fa troppo ben volere,quasi vorresti essere lui.Come sempre scontato che la prima serie sia sempre la migliore ma a me dexter a ogni puntata mi lascia con voglia di guardare la puntata seguente sempre piu della volta prima..Tutto il resto sono chiacchiere inutile e troppo pignole e critiche…E’ un telefilm…non un film da oscar…Io questa serie la amo..stop..sono alla 5 e spero arrivi a 10,Scanzi…cambia canale!!!

  14. andrea scanzi, uno che già non capiva un c*zzo quando scriveva di musica, che in più non capisce un ca*zo di serietv (le parziali, si chiamano “stagioni”, non “serie”, per dire il dilettantismo…), e che adesso si occupa di politica… o meglio, è l’emilio fede di beppegrillo…

  15. Trovare degli strafalcioni a questo articolo è fin troppo facile. Questo pseudo-critico, giornalista per sbaglio e commentatore dell’ultim’ora di cose che non conosce solo perché fa il fico usando dei termini più ricercati, dovrebbe tornare a studiare, o se non gli riesce, perché studiare vuol dire anche capire, è meglio che offra le sue braccia all’agricoltura, che ce n’è bisogno.

    Paragonare Dexter a SCI, e alle altre serie, per poi citare romanzo criminale, è come bere una gassosa e dire che è champagne. (Questo scanzi fa pure il sommelier, figuriamoci)

    E’ vero il contrario di quello che scrive. La 2° stagione, insieme alla 4°, 5° e 7° è la migliore.

    Che andasse a vedere romanzo criminale, questo ignorante totale. Che si metta a guardare un medico in famiglia e i cesaroni, adatti a lui.

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